{"id":302,"date":"2006-10-12T15:20:44","date_gmt":"2006-10-12T13:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nordsystem.net\/?p=302"},"modified":"2012-10-20T18:55:11","modified_gmt":"2012-10-20T16:55:11","slug":"di-un-viaggio-in-armenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nordsystem.net\/?p=302","title":{"rendered":"Di un viaggio in Armenia"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo stati, io, Ely ed una altra ventina di amici, tra il 28 agosto ed il 5 settembre, in Armenia, un paese dalla lunga storia, dalle caratteristiche a volte imprevedibili, da un clima meteorologico ed umano decisamente continentale.<br \/>\nL\u2019Armenia \u00e8 tradizionalmente a noi vicino, come attestano le numerose comunit\u00e0 armene presenti, fino a qualche decennio fa\u2019, in maniera consistente a Roma, Milano, Napoli, Livorno ed ovviamente Venezia, dove ancora oggi ha il suo centro (S. Lazzaro degli Armeni), una comunit\u00e0 monastica \u2013 forse l\u2019unica e l\u2019ultima \u2013 armena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viaggiare in compagnia di persone (c\u2019erano i miei cognati Tagliapietra, Gigi e Roberta Res, amici di Villa Nazareth) tutte gi\u00e0 conosciute aiuta molto a fare gruppo ed a creare un clima di confidenza e di reciproca sopportazione, per cui il viaggio \u00e8 iniziato bene e proseguito meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai piedi del Monte Ararat, alto quasi 5.200 metri, dove secondo la tradizione riprese terra l\u2019arca di No\u00e8, si trova un paese nel quale coesistono aree desertiche e foreste, monti brulli ed altissimi e valli profonde, incavate dal lavorio dell\u2019acqua che vi gorgoglia permanente, con i segni visibili delle numerose dominazioni (persiani, romani, ottomani, russi), a loro volta segnati dalla testimonianza di una religiosit\u00e0 antica, che si manifesta nelle numerose e pittoresche chiese e negli immancabili hachkhar (croci di pietra) presenti ovunque in grande quantit\u00e0 e bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo incontrato e conosciuto il Katholicos Kareghin II, nella sua sede apostolica di Echmiadzin (il Vaticano Armeno) e partecipato, assieme al nunzio Apostolico Mons. Claudio Gugerotti (veronese conosciuto negli anni passati a Villa Nazareth), alla solenne liturgia accompagnati da canti liturgici di straordinaria bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe troppo lungo elencare e commentare tutto quel che abbiamo visto, mi limito a riportare (in anteprima per voi, perch\u00e9 \u00e8 stato scritto per essere pubblicato sul periodico di Villa Nazareth) un breve racconto di un episodio, che indica molto bene il clima del viaggio e le sorprese che un ambiente poco conosciuto pu\u00f2 riservare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INCONTRI IMPREVISTI NEL CUORE DELL\u2019ARMENIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 sempre un momento, nel corso del viaggio, che resta nella memoria e nel ricordo con una evidenza particolare.<br \/>\nIn Armenia, questo momento si \u00e8 realizzato in maniera spontanea, non programmata e neppure prevista, quando abbiamo visitato il paese e la Chiesa di Odzun .<br \/>\nGi\u00e0 l\u2019arrivo \u00e8 stato particolare: abbiamo dovuto abbandonare il pullman e salire su mezzi pi\u00f9 piccoli ed agili per raggiungere, percorrendo alcuni chilometri di una strada stretta e piena di buche ed avvallamenti, un altipiano a circa 1.500 metri di altitudine (immaginate di accedere all\u2019Altopiano di Asiago da un costo di Rotzo particolarmente dissestato, stretto e disseminato di buche e voragini).<br \/>\nNel cuore del paesino, delimitato da un muro basso, si erge la Chiesa del VII secolo, circondata dal cimitero dove convivono i segni di storie e culture diverse: croci di pietra, falci e martelli, armi di militari morti, foto di eventi drammatici stampate sulle lapidi.<br \/>\nAccompagnati da Rosanna, la nostra guida, ci siamo avvicinati alla costruzione, cogliendone le caratteristiche costruttive, le linee architettoniche semplici e suggestive, entrando poi nella fresca penombra dell\u2019ambiente di ingresso, dello scriptorium, della biblioteca e dell\u2019aula liturgica vera e propria.<br \/>\nNon era la prima Chiesa che visitavamo, ma questa aveva una caratteristica particolare e non usuale: c\u2019era anche un prete.<br \/>\nRosanna ha illustrato le caratteristiche dell\u2019edificio, ha scambiato qualche parola in armeno con il prete e questi, vedendo il nostro attento interesse, ha voluto mostrarci alcuni ritrovamenti sulle pareti, emersi proprio in quei giorni dai lavori di pulizia: alcune scritte, dei disegni, una croce.<br \/>\nSi \u00e8 creata una corrente di confidenza: noi ci siamo resi conto della difficolt\u00e0 ma anche dell\u2019amore con il quale quel prete coltivava la sua chiesa e la sua missione, lui deve aver capito che non eravamo forse i soliti turisti, frettolosi ed interessati solo alla esteriorit\u00e0.<br \/>\nEd \u00e8 nato cos\u00ec, quasi casualmente, l\u2019idea di un momento di preghiera insieme.<br \/>\nIl prete ha intonato il Padre Nostro in lingua armena, cantandolo con la melodia solenne ed un po\u2019 malinconica della musica liturgica, noi abbiamo intonato a nostra volta il Pater Noster e la Salve Regina in gregoriano.<br \/>\nNon so se \u00e8 stato veramente cos\u00ec, ma a me \u00e8 sembrato che, in quella Chiesa fuori dal mondo, nel silenzio che ci circondava, il nostro canto sia state intenso, partecipato ed intonato come non mai.<br \/>\nCon la preghiera finale in una lingua a noi ignota il prete armeno ha chiesto allo stesso Dio al quale ci rivolgiamo anche noi le stesse cose che chiediamo con gratitudine nei nostri momenti di preghiera: pace e salute per noi, per le nostre famiglie, per la nostra comunit\u00e0, per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019uscita dalla Chiesa, dietro il monastero, affacciata su un muro semidiroccato, una bimba di non pi\u00f9 di sette\/otto anni, dopo aver saputo che eravamo italiani, ha alzato i pugni in segno di esultanza salutandoci con un &#8220;campioni del mondo!&#8221; che, confesso, ci ha non poco inorgogliti!!<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo stati, io, Ely ed una altra ventina di amici, tra il 28 agosto ed il 5 settembre, in Armenia, un paese dalla lunga storia, dalle caratteristiche a volte imprevedibili, da un clima meteorologico ed umano decisamente continentale. 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