.Il Burbero Generoso

Pensieri per Giannino

domenica 23 settembre 2012, di Renato Cimenti

 

Mentre provo ad esprimere quello che vorrei dire, in questo momento, a Giannino, mi sembra di sentire le parole, affettuosamente burbere, che, lo so bene, mi direbbe a commento: “parla più forte, parla poco, non dire “monàde”.

Oggi finalmente può sentirmi bene: sarò comunque breve ma dirò quelle “monàde” che lui non voleva sentire.

Sono parole e sentimenti di gratitudine per Giannino, per la grande generosità con la quale si è assunto, alla morte di Fiorenzo, il ruolo di sostegno alla mamma e l’impegno nei confronti degli altri fratelli.

Ha scelto, in quel momento tragico e difficile, di farsi carico dei problemi della famiglia prima che dei suoi, preoccupandosi di tutti, soprattutto dei più giovani.
A me, trasferito a Roma per garantirmi possibilità che forse qui non avrei avuto, non faceva mancare la sua presenza ogni mese, ed in quegli incontri mi parlava dei fratelli, della mamma, della vita a Thiene, della nuova casa, facendomi sentire ancora pienamente parte della famiglia.

Si è immedesimato a tal punto in questo sentimento di paternità, che non ha più saputo smettere; dopo i fratelli, l’ha esteso a cognati e cognate, poi ai nipoti ed infine ai pronipoti, con un occhio di riguardo e di particolare affetto per gli ultimi, mano a mano che arrivavano ad incrementare la tribù.

E’ stato in questo modo papà di tre generazioni, provando la gioia del patriarca nel vederci ai raduni annuali e visitando, quando e come poteva, i più lontani, tenendosi aggiornato sulle novità e sui problemi di tutti, tessendo in bicicletta una rete di rapporti con quelli che abitavano più vicino.

Tante volte abbiamo provato ed esprimergli, per questo, affetto e gratitudine, ma si sottraeva, non voleva sentire: anche da ultimo, nel lettino dell’ospedale, mentre gli sussurravo il pensiero di tutti, mi ha messo a tacere chiudendomi la bocca con la sua mano fasciata.

Adesso non può più interrompermi: posso dirgli, allora, che tutti noi che lo abbiamo conosciuto, per i quali si è speso con generosità inesauribile, sentiamo verso di lui un debito di affetto e di riconoscenza che possiamo oggi pagare solo seguendo il suo esempio, cercando di restituire ad altri quel che abbiamo ricevuto da lui, con la stessa continuità e gratuità.

Ecco, questo ringraziamento era la “monàda” che non voleva sentire: non per falsa modestia o affettazione, ma perché per lui aver dedicato la vita alla propria famiglia non aveva nulla di eroico o di straordinario, era una scelta naturale, alla quale si era sentito, come primogenito, chiamato e non si era sottratto.

Noi sappiamo o possiamo intuire però quanto sacrificio è costata questa scelta, quanto grande è stato il suo cuore nell’assumerla senza tentennamenti, senza condizioni e senza limiti.

Il nostro grazie e la nostra gratitudine diventano allora preghiera per Giannino, e ci conforta il pensiero che nell’incontro con Fiorenzo e Luisa, con Carla, con Gianna, Paolo e Luciana ha ritrovato l’altra parte della famiglia, e con essa quella pace e quella serenità che i suoi ultimi giorni avevano messo a dura prova.

Siamo certi che resterà presente in mezzo a noi, continuando, in modo ancor più efficace, a farci sentire, nel suo nome e nel suo ricordo, famiglia, unita oggi nel dolore e sempre nell’affetto e gratitudine per una persona che ci ha voluto bene.

2 risposte a .Il Burbero Generoso

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