.On. Cav. Fiorenzo Cimenti

onorevoleFiorenzo Cimenti nacque a Meolo (Venezia) il 2 settembre 1900 da una famiglia di artigiani e commercianti emigrata nel basso Veneto da Fielis, in Carraia, dopo la terza guerra di indipendenza nazionale e la conseguente unificazione di questa regione con l’Italia nel 1866.

Nell’aprile del 1918, all’età di 17 anni e mezzo, fu arruolato, nell’ultimo scaglione chiamato alle armi, nel 3° Reggimento artiglieria da fortezza, posto a difesa del tratto di fronte che correva lungo il basso Piave.

Congedato nel febbraio 1919, rientrò in famiglia a Meolo, dove riprese a impegnarsi, in particolare, nelle attività assistenziali parrocchiali promosse dall’allora cappellano, e poi parroco, don Umberto Marin.

Entrò giovanissimo nelle organizzazioni sindacali “bianche” (che cioè facevano capo a formazioni politiche di matrice cattolica), assumendo ben presto la direzione del movimento operaio nella provincia di Treviso. Durante il periodo fascista diede vita all’Ufficio provinciale di collocamento e al Patronato emigranti trevigiani, recandosi più volte all’estero per incarichi e missioni speciali.

Per oltre un trentennio fu apprezzato propagandista e dirigente dell’Azione Cattolica.

Contro di lui si accanirono le autorità fasciste che, nel 1926, lo deferirono al confino (provvedimento tramutato successivamente in misura di polizia).

Entrò, poi, a far parte delle schiere della resistenza che si ispirava al disciolto Partito Popolare (che sarebbe stato rifondato come Democrazia Cristiana durante la seconda guerra mondiale), assolvendo importanti incarichi politici. Per tale attività, tutt’altro che scevra dì pericoli, gli venne in seguito conferita la nomina a partigiano.

Il periodo trevigiano offri a Cimenti l’opportunità di operare a fianco di una classe dirigente, religiosa e laica, che si stava ricostituendo su profili di elevata idealità e che avrebbe espresso personalità dì spiccato rilievo, che segnarono la storia trevigiana di quegli anni: il cappuccino Vescovo Mons. Andrea Giacinto Longhin; Giuseppe Corazzin, leader carismatico del laicato cattolico impegnato nella azione di promozione sociale e di affermazione politica; e don Ferdinando Pasin, instancabile animatore di molteplici iniziative sociali, che avrebbe costituito importante punto di riferimento per cattolici trevigiani durante il fascismo, la resistenza e la ricostruzione.

Il 1 febbraio 1923 Fiorenzo Cimenti sposò a Treviso la diciottenne Luigia Pasin, sorella di don Ferdinando e di don Camino, dalla quale avrebbe avuto ben 14 figli. Il viaggio di nozze ali portò a Torino, ospiti dei coetanei fratelli Isidoro e Francesco Bonini, studenti universitari al Politecnico. Durante la permanenza torinese ebbe l’opportunità di conoscere e frequentare Nergiorgio Frassati (proclamato beato dal Papa Giovanni Paolo II), che dei fratelli Bonini era compagno universitari e intimo amico.

Nel marzo 1931 fu assunto con le mangioni di cassiere dalla Banca Cattolica del Veneto, presso l’agenzia di Valdagno; nel dicembre dello stesso anno ricevette l’incarico di agente della dipendenza di Castelgomberto. Nel giugno 1932 fu trasferito a Piove di Sacco, quale direttore di una filiale di nuova costituzione, e nel novembre 1936 a Bassano del Grappa. Per le capacità precedentemente dimostrate, avrebbe avuto titolo per assumere la direzione di siffatta filiale; il Consiglio di Amministrazione della Banca, tuttavia, non poté o non volle porsi in contrasto con le autorità politiche, trattandosi di una persona che non solo era stata oggetto di provvedimento di polizia per le sue attività politiche, ma che neppure dopo molti anni si era piegata come tanti ad aderire al partito fascista.

Nel dicembre 1938, Cimenti, con la numerosa famiglia, si trasferì a Thiene quale responsabile della locale succursale della :anca Cattolica del Veneto. Anche a Thiene, e nonostante lo scoppio della seconda guerra mondiale, il suo impegno politico e sociale non venne meno.

Dopo 1’8 settembre 1943, razione politica di Cimenti si concentrò principalmente nella organizzazione locale del nuovo partito dei cattolici, la Democrazia Cristiana, e nella preparazione, d’intesa con i rappresentanti delle altre forze politiche antifasciste, di un ordinato passaggio dei poteri, al quale si sarebbe dovuti pervenire al momento della liberazione, volendo principalmente evitare che in quei giorni potessero esplodere vendette o stragi.

Nella mattinata del 28 aprile 1944, dopo un attentato in cui aveva trovato morte il dott. Mario Dal Zotto, all’epoca commissario prefettizio di Thiene, il nome del cav. Fiorenzo Cimenti fu inserito in un elenco di thienesi che dovevano essere fucilati per rappresaglia; fortunatamente non seguì alcuna esecuzione, grazie all’intervento del comandante tedesco della piazza di Thiene.

Particolarmente intensa fu l’opera prestata dal Cimenti in seno alla organizzazione caritatevole “San Vincenzo” (che all’epoca presiedeva), specie in favore dei detenuti nelle carceri mandamentali, che si trovavano in via Damiano Chiesa. Ermes Farina, uno dei capi partigiani imprigionato ebbe a ricordare: “Percosse, torture e scariche elettriche mi cambiarono la fisionomia, tanto che nel mettermi poi in carcere fui scambiato per un cinquantenne (avevo 24 anni). Furono giorni duri, nonostante ci fosse l’interessamento della DC clandestina di Thiene; il buon Cimenti, direttore della Banca Cattolica (poi deputato), aveva organizzato attraverso la San Vincenzo dei Cappuccini e con l’opera di alcuni dei suoi 14 figli la distribuzione in carcere del secondo pasto giornaliero: il minestrone alla sera. Così venne a rifocillarmi la figlia maggiore Anna Maria, che già conoscevo dalla FUCI e che furtivamente mi forni qualche importante notizia”.

Giunta la liberazione, il primo documento ufficiale del Comitato di Liberazione Nazionale — emesso il sabato 28 aprile 1945 e con cui si comunicava a tutti gli uffici pubblici di Thiene la presa dei poteri da parte del C.N.L. — fu firmato proprio dal Cimenti.

Per l’importante contributo dato dal Cimenti nella organizzazione clandestina della resistenza, la Commissione regionale triveneta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ottobre 1947, gli conferì il riconoscimento dì “partigiano combattente”.

Dopo aver diretto il C.N.L. di Thiene, Cimenti fu Commissario della Democrazia Cristiana Vicentina; il 9 settembre 1945 si tenne il primo congresso provinciale del partito; a conclusione dei lavori, i delegati elessero il Comitato e l’esecutivo provinciale, nominando Segretario provinciale Fiorenzo Cimenti.

Il 2 febbraio 1946 Cimenti fu eletto presidente dell’Unione provinciale delle Cooperative e delle Mutue di Vicenza.

Eletto deputato alla Costituente per il Collegio di Verona, Vicenza, Padova, Rovigo (con ben 14.186 preferenze), iniziò ufficialmente a Roma la sua attività parlamentare il martedì 25 giugno 1946, prodigandosi generosamente sia nel processo di preparazione della Carta costituzionale, sia nella redazione dì numerosi testi legislativi contenenti disposizioni a tutela delle famiglie numerose, della libera cooperazione e della gioventù contro l’immoralità nella stampa.

Era, tra l’altro, un esperto nei problemi dell’emigrazione; gli si deve, ad esempio, l’inserimento, in un accordo italo – argentino stipulato alla fine degli anni quaranta, di disposizioni relative dell’espatrio di complessi cooperativistici.

Chiamato in numerosi congressi) ad assumere responsabilità organizzative, assolse sempre i sui compiti con estrema competenza e spirito di sacrificio. Eletto presidente della Confederazione cooperativa italiana, fu successivamente nominato membro del Consiglio Nazionale Economico e vice commissario liquidatore dell’Ente Nazionale Fascista della Cooperazione. Fu anche Presidente dell’Associazione nazionale apicoltori e dell’Associazione nazionale famiglie numerose (coni suoi 14 figli a carico era il parlamentare con la famiglia più numerosa, e quindi ben rappresentava i circa 600 mila capi famiglie stretti in associazione),

Benché coinvolto in molteplici impegni a livello nazionale, Cimenti non trascurò mai il rapporto con gli elettori del proprio collegio, facendosi carico di molte delle loro esigenze e prendendo parte agli eventi più significativi a livello locale.

Il 29 gennaio 1948, Cimenti, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione nazionale famiglie numerose, fu ricevuto in udienza speciale dal Papa Pio XII; la domenica successiva, 1 febbraio, attorniato dai figli, festeggiò le nozze d’argento.

Conclusi i lavori dell’Assemblea Costituente (31 gennaio 1948), nelle giornate del 18 e 19 aprile 1948 ebbero luogo le votazioni. politiche; Cimenti fu riconfermato deputato con ben 26.746 preferenze (quasi il doppio di quelle raccolte nel 1946).

Come parlamentare, fu chiamato a prendere parte alla IX Commissione Agricoltura e Foreste-Alimentazione e alla VII Commissione Lavori pubblici. Partecipò inoltre ai lavori della IV Commissione Finanze e tesoro e alla Commissione speciale per l’esame dei disegni di legge sul teatro e sulla cinematografia. Nel novembre 1949 fu poi nominato membro del Consiglio difettivo del gruppo parlamentare intercamerale per il turismo; promosse altresì la costituzione del gruppo parlamentare Amici della Cooperazione, di cui venne nominato presidente.

Nel 1950 partecipò con i familiari al Giubileo dell’Anno Santo e, il l ottobre, a Castelgandolfo, fu accolto in udienza speciale dal Papa Pio XII.

La sera di venerdì 5 ottobre 1951, dopo una ordinaria seduta della Camera, cenò con un gruppo di colleghi in una trattoria romana (quella dei fratelli Palmieri); il mattino successivo, verso le 8, sentendosi male, telefonò alla cugina Nives, che abitava nella zona e che fece accorrere dei medici; ogni intervento fu vano. Verso le tre del pomeriggio del 6 ottobre 1951 l’on. Fiorenzo Cimenti cessava di vivere all’età di soli 51 anni.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri on. Alcide De Gasperi nel corso di una seduta del Parlamento, dedicò allo scomparso deputato le seguenti parole: “Mi unisco al lutto della Camera per la prematura scomparsa dell’amico Cimenti, uomo integro, laborioso, che proveniva dal popolo e del popolo era fedele rappresentante; uomo di fede, di democrazia e di onorata povertà, dinanzi alla cui memoria il Governo s’inchina commosso e riverente”.

La Democrazia Cristiana vicentina così ricordò il parlamentare thienese: “Con il più profondo dolore il Comitato Provinciale della Democrazia Cristiana Vicentina partecipa l’improvvisa dipartita dell’On. Cav. Fiorenzo Cimenti Deputato al Parlamento, primo Segretario Prov. le della Democrazia Cristiana Vicentina, spentosi nelle prime ore del pomeriggio di sabato 6 ottobre 1951 a Roma, dove si trovava per assolvere il suo mandato parlamentare.

Nel ricordare la figura dell’amico carissimo estinto si addita all’esempio di tutti gli amici la fede cristallina, la dedizione assoluta, l’operosità più generosa che lo guidarono in tutta la sua vita per l’affermazione dei principi sociali cristiani.

Alla consorte ed ai figli così duramente colpiti, la Democrazia Cristiana Vicentina si stringe con cristiana solidarietà invocando il celeste conforto”.

I funerali si svolsero prima a Roma e poi a Thiene, con grandiosa partecipazione di amici., estimatori e colleghi del Parlamento, fra cui l’on. Mariano Rumor, il quale, nel ricordare la figura del Cimenti, ebbe a dire: “Caro Fiorenzo, il Capo del Governo on. De Gasperi vuole che io porti a te il suo saluto affettuoso. Me lo ha detto con il più vivo dolore ieri sera quando parlandomi di te rievocava le tue preziose qualità. Mi raccontava ieri sera alcuni episodi della tua vita che conosceva come quella di un vecchio amico e mi citava tra l’altro un particolare da lui conosciuto in occasione della sua visita ad Asiago, quando tu, conoscitore profondo della nostra popolazione, salutavi quanti incontravi chiamandoli per nome.

Un particolare questo, caso Fiorenzo, che ti fa ricordare a tutti, come un vero amico di tutti, come colui che tutti aiutava con una azione continua ed efficace, logorando forse il tuo fisico stesso”.

Il Sindaco di Thiene, Domenico Franzan, porse a Fiorenzo Cimenti l’estremo saluto della città, rievocandone la nobile figura: “Con animo accorato e con viva costernazione reco a te, Amico carissimo Fiorenzo Cimenti, l’estremo saluto della mia Città – della tua Città – di questa Thiene che tanto hai amato e per la quale tanto lavorasti.

Parlare delle tue complesse e molteplici attività nel campo cristiano-sociale e politico è cosa per me difficile.

Tu per la fede di Cristo fosti un intrepido Apostolo.

Amante e strenuo difensore della libertà, bene supremo di ogni persona, fosti perseguitato e soffristi, ma nella Fede profonda in Dio trovasti la forza per reagire.

Giovanissimo, con animo esuberante e preparato ai problemi economico-sociali, entrasti nel movimento operaio, cooperativistico e dell’emigrazione, diventandone ben presto un Dirigente modello.

Venuto dal Popolo, ti sei forgiato tra il Popolo che in tal modo conoscevi intimamente, partecipe sempre dei suoi dolori. Infatti nessuno, a qualsiasi partito politico appartenesse, è mai ricorso a te, Deputato al Parlamento, senza avere tutta la comprensione – l’appoggio e il tuo interessamento.

Ma ora, caro Fiorenzo, non ci sei più; te ne sei andato immaturamente dal campo del tuo lavoro, nella pienezza della tua vita e quando la tua opera poteva fare ancora tanto bene alla nostra Thiene e alla nostra Italia.

Ma così ha disposto l’Onnipotente. Sei stato strappato alla tua sposa – ai 13 giovani figli – alla mamma e ai fratelli. E a questi tuoi diletti congiunti cosa devo dire? Educati e temprati ai principi cristiani del vostro amato Scomparso seguitene le orme e abbiate fede nella Divina Provvidenza.

E a te – caro Cimenti – che bene hai speso la tua giornata e che quindi nel bacio del Signore ti sei addormentato, il nostro saluto affettuoso e la promessa che nel tuo ricordo e nel tuo esempio riprenderemo il lavoro, in unità di intenti per il bene della nostra Città e della nostra Patria”.

Bibliografia

–          Il Momento Vicentino – Organo della Democrazia Cristiana – 13 ottobre 1951

–          Mario Cimenti – Fiorenzo Cimenti testimone e protagonista nella prima metà del ‘900 – Stamperia F. Meneghini – Thiene – ottobre 2001

 

 

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