Era una calda afosa giornata di metà luglio, quando, all’improvviso, vibra il telefono di Marina.
Sono i nonni di Thomas Erik che ci invitano a salire da loro al fresco per un paio di giorni.
Sembra proprio la manna dal cielo. Si decide all’istante e prepariamo velocemente i bagagli e le cose necessarie.
Ovviamente, come sempre, ci si dimentica a casa l’essenziale. Fabio dimentica il carica batterie per la macchina fotografica, Marina i panni di Thomas Erik… ma così succede quando le cose vengo “fatte di corsa”. (fig.1)
Saliamo in macchina, dopo aver chiuso il rubinetto del gas, impostiamo la rotta sul navigatore satellitare e partiamo…
Prima rotta proposta… autostrada, tre ore circa per duecentosettantatre chilometri… no, non ci piace.
Chiediamo rotta alternativa…. quattro ore e venticinque minuti per duecentoventi chilometri, niente autostrada. Perfetto… con calma si parte, direzione Moso (Sesto – Bolzano)… computer impostato… Via! Partiti. Neppure tre minuti dopo siamo già al distributore per effettuare il pieno…. Thomas prontamente chiede: “siamo arrivati?” Immaginiamo una giornata difficile… Il computer ci indica il percorso, lasciamo Thiene in direzione di Breganze, transitiamo sopra il torrente Astico, sopra il fiume Brenta, lasciamo alle spalle Bassano del Grappa e ci avviciniamo alla galleria che ci porterà ad Arsiè in direzione di Feltre Belluno. Lasciamo perdere gli innumerevoli lavori in corso lungo le strade e le colonne ai semafori, in quanto troviamo la prima vera sorpresa proprio alcune centinaia di metri prima della galleria di Primolano… deviazione obbligatoria di circa quindici chilometri. Bel giro panoramico a forma di ferro di cavallo e rientro nella stessa galleria arrivando da nord. Viaggiamo tranquilli per una mezzora. Il computer ci consiglia di girare sulla sinistra in direzione Agordo. Seguiamo i consigli del navigatore e prendiamo questa bellissima valle arrivando ad Agordo fotografando Villa Fiore e proseguendo verso il passo Giau. Non ci sono parole per definire da bellezza (fig.2 la Marmolada, fig.3), grazie anche alla splendida giornata, dei paesaggi visti sia salendo sia scendendo verso (fig. 4 le Tofane) Pocol… da mozzafiato… A Pocol sosta pranzo davanti ad un altro paesaggio a dir poco incantevole. Con immensa pazienza Thomas Erik crolla e si addormenta tra le mani pazienti di Marina. Alla fine, dopo aver trovato anche un incidente (fig. 5) che ci ha costretti ad rimanere incolonnati un’altra mezzora… siamo arrivati a Moso dai nonni che ci attendevano con ansia. Quasi sei ore di trasferta… Nessun problema. Arrivati sani, salvi e stanchi.
La mattina dopo si prende la bidonvia (fig. 8) per salire verso i prati della Croda Rossa (la fortuna di avere il piccolo Thomas Erik ci evita la risalita a piedi) a circa 2000 metri di altezza. Durante il tragitto, nel sentiero, incrociamo un vispo scoiattolo (fig.7). Girovaghiamo nel sentiero per famiglie, soprannominato sentiero dei pensionati… (fig. 6) e tra una sosta ed un’altra ci fermiamo a pranzare. Scendiamo a valle e… lunga dormita pomeridiana. La sera ottima cena tipicamente Tirolese da Klara annaffiando abbondantemente il tutto con vino e birra (tanto poi eravamo a piedi e dovevamo solamente raggiungere il letto). La mattina dopo altro percorso e sentiero in direzione della val Fiscalina. Thomas Erik ha camminato quasi cinque ore e… appena avvistata (fig.9) la fontana con la gelida acqua proveniente dal nevaio soprastante… ha ritenuto opportuno rinfrescarci tutti, secondo lui eravamo molto accaldati. Poi, come tutti i “bambini piccoli” ad un certo momento crolla di stanchezza e se non trova subito un letto (fig. 10) diventa intrattabile… Con la stessa velocità dell’imbronciamento ritorna subito il sorriso appena appare (fig. 11) un gioco nuovo, la casetta dei Sette Nani… Ci siamo divertiti moltissimo tutti con la promessa di ritornare ancora.










