Un venerdì al fresco – Cima Larici

L’idea era buona, le previsioni erano buone… ma durante la nottata si è scatenato un furioso e persistente temporale sconvolgendo tutto. Alzataccia comunque alle ore 05:00 e partenza. Pioviggina, ma spostandoci verso quota 1.600/1.800 s.l.m., le condizioni migliorano sensibilmente a scapito della temperatura, non ci scoraggiamo, pausa caffè a quota 1.000 metri (Treschè Conca) ed arrivo a destinazione: altopiano di Asiago zona Cima Larici. “Come Cima Larici???” esclma stupito Fabio. Non dovevamo andare verso Campolongo? “Ops!” risponde Sandro (foto 5), “probabilmente allo svincolo per Roana mi sono dimenticato di svoltare“. Vabbè poco importa la differenza. Va benissimo anche quì dove siamo arrivati, facciamoci questi due passi, Campolongo sarà per la prossima volta. Rimaniamo un po’ allibiti dalla quantità di macchine parcheggiate dato il giorno e l’orario insolito, sono solo le 05:50, poi un dubbio… giornata consentita per la raccolta dei funghi… Vabbè… pochi animali oggi quindi… Andiamo a vedere un po’ di cose interessanti… Il pallido sole appena sorto, che tenta anche di riscaldare la gelida aria sferzata da un vento ancor più gelido, illumina la Cima Vezzena (foto 1). Ovviamente siamo in zona di alpeggio e con la tersa giornata si ottengono curiose immagini (foto 3). Scattiamo un paio di foto della natura che ci circonda (foto 2, foto 4). Il furioso temporale durante la nottata ha colpito anche la montagna e qualche insetto (ape/calabrone) ne aprofitta per starsene al sole a riscaldarsi (foto 6). La pioggia caduta durante il temporale ha permesso la crescita dei funghi, quindi si decide per qualche scatto, ma…ancora più ovviamente se è pieno di gente che raccoglie funghi… quali restano da fotografare se non questi? (foto 8, ingrandimento foto 9). Per preparare un risottino (ringraziando il momentaneo prestito di una anziana ed esperta raccoglitrice) questo è veramente il massimo (foto 7). Alla fine della mattinata, camminando un po’ lontano dalla gente finalmente riusciamo a scattare foto ad animali raramente incontrabili diversamente (foto 10, foto 11), anche se non tutti sono piacevoli visti da vicino (foto 12).

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