Una delle nostre prime uscite – Castelloni di San Marco

Era il 27 giugno dell’anno 2004…

Siamo alla fine di giugno e l’aria non è ne troppo calda ne troppo fredda all’altitudine della nostra meta.

Sveglia alle ore 05:30 e partenza da Thiene ore 06:00. Puntuale come un orologio svizzero arriva Sandro, carichiamo zaini ed attrezzature fotografiche e via in direzione Malga Fossetta a circa 70 Km dal punto di partenza. La giornata era perfetta, il cielo appariva libero da nuvole e prometteva sole.

Sono quasi le 06:50 quando parcheggiamo la macchina al Sacello di malga Fossetta, ovviamente a Treschè Conca si effettua la consueta sosta per il caffè. Indossiamo scarponi ed abbigliamento adeguato ed iniziamo la nostra escursione ({{fig 1}}) addentrandoci nei bellissimi verdi boschi.

Dopo un po’ di falso piano una piccola sorpresa… ({{fig 2}}) vediamo infatti Sandro calpestare la neve, quasi a chiedersi: “{… e questa che cos’è?}”, data la stagione avanzata per trovare la neve, malgrado i quasi 1.700 metri di altitudine.

Cammina e cammina, sali e scendi, supera una salita, scendi per una discesa voltandosi ({{fig 3}}) si intravede tra il bosco la malga Fossetta (quota 1.666 metri s.l.m.), punto di partenza della nostra escursione.

Ed eccoci alla fine dopo l’ennesima salita, arrivare alla prima meta prefissata per la giornata: i Castelloni di San Marco quota 1.830 metri s.l.m.. Indirizzando lo sguardo verso nord-ovest ({{fig 4}}) e facendolo scorrere oltre il bosco si vedono le montagne verso la Galmarara – Bivio Italia – Cima 12 – Cima Lozze – Ortigara …

Volgendo lo sguardo verso nord-est ({{fig 5}}), quasi controluce subito dopo le rocce erose dall’acqua e dal vento, tra la moltitudine di scie lasciate nel cielo dai reattori degli aereoplani, sotto le nuvole c’è la Valsugana.

Il massiccio ed imponente monte Cima Dodici a quota 2.336 ({{fig 6}}) lo si può scorgere appena scompare la vegetazione. Dalla sommità dei Castelloni di San Marco, ({{fig 7}}) si può osservare lo strapiombo sulla Valsugana.

In ogni caso gli ultimi metri del sentiero sono impegnativi e richiedono una certa dimestichezza con la roccia, talvolta tagliente e talvolta levigata ({{fig 8}}) ed è necessario prestare molta attenzione.

Ci voltiamo indietro per un ultimo sguardo ({{fig 9}}) del panorama, che appare celato dalla  foschia e puntiamo verso la seconda meta della giornata, l’ingresso dell’Abisso di Malga Fossetta.

Durante il percorso di ritorno, Sandro ({{fig 10}}) non smette di sperimentare le sue conoscenze di macrofotografia…. ma questa sarà un’altra storia…

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